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Chi ha fatto ruggire i motori RC negli anni '80? Cesare Rossi. Questo bresciano doc ha trasformato la passione per gli orologi in un impero dei micromotori che ancora oggi fa battere il cuore dei modellisti.
Dall'orologeria ai primi mondiali
Cesare nasce nel 1935 a Cellatica, figlio di Giovanni, orologiaio. Cresce tra ingranaggi e piccole precisioni, imparando quel gusto per il dettaglio che poi ritroveremo nei suoi motori. Negli anni Cinquanta lascia gli orologi e si butta sulle gare di aeromodellismo, elaborando quei propulsori che tutti compravano già fatti.
E indovinate cosa succede nel 1959? Primo posto al campionato mondiale di aeromodellismo! Sì, avete sentito bene: il nostro Cesare porta l'Italia sul tetto del mondo già alla fine degli anni '50.
L'anno dopo, nel 1960, apre una società col fratello Ugo a Cellatica. E indovinate chi vince il titolo mondiale in F2A Speed (classe F2A, classe di aeromodellismo di velocità) proprio quell'anno? Ugo Rossi con un New Devil motorizzato SuperTigre G20. Una doppietta di famiglia che ancora oggi raccontiamo con orgoglio quando parliamo del marchio Rossi.
Il Rossi R15: lo scarico che ha cambiato tutto
Arriviamo al 1970 e boom: esce il primo motore a marchio Rossi, l'R15 da 2,5 cc. Qui Cesare introduce qualcosa di rivoluzionario per noi modellisti: lo scarico risonante, o \"tuned pipe\". In pratica, è un tubo di scarico sagomato che sfrutta le onde di pressione dei gas di scarico per spingere fresca miscela nel cilindro, aumentando notevolmente la potenza di un motore due tempi. Prima del R15, questo trucco era conosciuto solo nelle officine specializzate e costava una fortuna. Cesare, invece, lo rese disponibile a un prezzo accessibile, permettendo a ogni appassionato di avere prestazioni da gara senza dover diventare un meccanico esperto. Che figata! Finalmente anche chi non aveva mille euro da spendere in elaborazioni poteva girare con un motore competitivo. Questo è stato il vero livellamento della F2A: meno privilegi, più gente in pista a divertirsi sul serio.
1984: nasce Novarossi
Nel 1984 Cesare fa il salto che aspettavamo tutti: fonda Novarossi con la moglie Graziosa Barchi. Non è più l'officina sotto casa, è la nascita di quel costruttore di riferimento che oggi conosciamo tutti per auto, barche e aerei radiocomandati.
Novarossi diventò rapidamente un punto di riferimento negli automodelli, navi e aeromodelli RC, con i suoi motori utilizzati in competizioni in tutte e tre le discipline.
E sapete cosa significa Novarossi oggi? Micromotori nitro da competizione e quel claim che ci fa impazzire: «world champion engines». Perché sì, quei motori hanno davvero vinto in giro per il mondo.
Nel 1999 arriva il riconoscimento che ogni italiano sogna: Cesare diventa Cavaliere del Lavoro. Purtroppo nel 2015 ci lascia a Brescia, ma il suo sorriso e la sua passione li ritroviamo ogni volta che avviamo un motore nitro.
OPS: l'altra memoria italiana del paddock

Ma aspettate, c'è un altro pezzo di storia italiana che spesso dimentichiamo: l'OPS. Nel 1968 Gualtiero Picco e Savorani aprono a Monza le Officine Picco e Savorani, dando vita al marchio OPS. Anche loro hanno contribuito a scrivere quella pagina d'oro del modellismo italiano, con motori pensi per regimi estremi che ancora oggi fanno gola ai collezionisti.
Perché ci riguarda ancora oggi
Quando sentite il ruggito di un nitro 1/8 o vedete un motore da velocità in azione, ricordatevi: state ascoltando l'eredità di quei bresciani che hanno messo l'Italia sulle mappe del modellismo mondiale. Tolleranze da orologiaio, scarichi che cantano, pezzi costruiti per resistere quando la gara non perdona.
Cesare Rossi non è stato soltanto un imprenditore: è stato quello che ha fatto sì che un modellista qualsiasi potesse sognare in grande. E questo, amici miei, vale più di qualsiasi trofeo.
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