Tamiya 58762 Clod Buster 2026: il monster truck che torna a occupare lo spazio
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Tamiya 58762 Clod Buster 2026: il monster truck che torna a occupare lo spazio

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Se c’è un modello Tamiya che per una generazione ha significato “monster truck”, è il Clod Buster. Non una buggy da gara, non un touring da asfalto: un pickup rialzato, gomme enormi, presenza da fiera americana. Nasce nel 1987 come item 58065, in piena epoca in cui i monster truck veri schiacciavano auto sotto le ruote. Tamiya risponde a quella moda con un kit 1/10 che, visto da lontano, non poteva essere scambiato per nient’altro.

Clod Buster originale Tamiya, silhouette monster truck anni 80
Il Clod Buster originale: gomme enormi, corpo alto, carattere da monster truck americano. Fonte: Tamiyablog.

Il 2026 non è una nostalgia da catalogo. L’item 58762 torna con il corpo in polistirene rosso come il 58065, griglia anteriore aggiornata, predisposizione per LED e stickers extra della mascotte col cappello da cowboy. Il telaio resta 4WD e 4WS da Super Clod Buster: due motori 540, ESC TEU-201BK in scatola, differenziali, sterzo anteriore e posteriore in direzioni opposte con un solo servo. Lunghezza 480 mm, larghezza 380 mm, altezza 340 mm, gomme semi-pneumatiche da 165 mm di diametro e 110 mm di larghezza, 55 mm da terra. Pesa quasi quattro chili senza radio. Non è un modello da cronometro: è un oggetto che occupa spazio e lo fa di proposito.

Tamiya 58762 Clod Buster 2026 assemblato, tre quarti
Il 58762 del 2026: stessa idea di presenza, corpo in PS rosso come il 58065. Fonte: Tamiya.

Tamiyablog ha segnalato il debutto in occasione dell’IPMS/USA National Convention di agosto 2026 in Indiana. Ha senso: l’IPMS è storicamente casa del modellismo statico, e portare lì un RC da quasi quattro chili è un modo per dire che anche i monster truck Tamiya appartengono alla storia del hobby, non solo allo scaffale dei giocattoli. Il 58762 non nasce per vincere una manche indoor. Nasce per chi riconosce quella sagoma e vuole rivederla sul banco, con gli standard di oggi.

Gomme semi-pneumatiche da 165 mm del Clod Buster 2026
Le gomme da 165 mm di diametro e 110 mm di larghezza: il dettaglio che fa riconoscere il modello a tre metri. Fonte: Tamiya.

Le gomme sono il pezzo che tiene insieme passato e presente. Il battistrada a chevron da 165 mm è lì per essere letto da lontano, come sui monster truck veri. Tamiya non ha “inventato” un Clod Buster nuovo: ha tenuto la silhouette, ha aggiornato griglia e luci, ha lasciato i paraurti e la griglia placcati, il compressore sul cofano, il roll bar con cinque fari. Chi ha costruito il 58065 negli anni 80 ritrova le linee. Chi arriva ora trova un kit completo di ESC e una presenza che in foto sembra ancora più grande.

Box art ufficiale Tamiya 58762 Clod Buster 2026
La box art 2026: stesso linguaggio visivo degli anni 80, con stickers extra della mascotte. Fonte: Tamiyablog.

Il ritorno del Clod Buster funziona se lo tratti per quello che è: un pezzo di storia RC che Tamiya ha deciso di rimettere in circolo, non una novelty da comunicato. La scatola del 2026 parla lo stesso linguaggio visivo di allora. Il resto, come sempre con questi modelli, lo fa chi lo monta e chi se lo ricorda.

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